domenica 6 gennaio 2019
Promozione
Letargo concluso: quattro chiacchiere con capitan Pozza

Classe 1996 e già 156 presenze (e pure 10 gol) con la maglia del Mori S.Stefano fra Serie D, Eccellenza e Promozione. Parliamo del nostro capitano, Cristian Pozza, che abbiamo incontrato all'ombra di Montalbano al termine della pausa invernale. Il difensore marcolino, cresciuto nel vivaio dell'Us Rovereto, è sbarcato allo stadio "Comunale" di Mori a 15 anni d'età nella categoria Allievi arrivando ben presto, e gonfiando addirittura la rete al debutto in Eccellenza nel 2013, nella fila della Prima Squadra tricolore.

Capitano, pronti a ripartire? Prima parte della stagione intensa, fra coppa e campionato, soddisfatto? "Dopo pandori, panettoni e bicchierate non è mai il massimo ricominciare la preparazione, però sono sicuro che qualsiasi mio compagno di squadra non veda l'ora, così come il sottoscritto, di iniziare. La prima parte di stagione penso che sia stata molto complessa, tra coppa e campionato, però sono soddisfatto innanzitutto per il gruppo spogliatoio che si è formato, ma ovviamente anche dei risultati ottenuti. In coppa siamo rimasti in gioco fino a quando era possibile, mentre in campionato abbiamo lottato fino alla fine e siamo riusciti a stare al passo di un'Alense che ha fatto numeri pazzeschi nell'andata"
Te l'aspettavi un primo posto a fine 2018? "Sinceramente non me l'aspettavo, penso che questo risultato sia dovuto alla crescita dei tanti giovani che abbiamo e all'importante contributo che ci stanno dando i nuovi innesti".
Gruppo unito e compatto, pure fuori dal campo, è questa la chiave? "Siamo un gruppo molto giovane che forse pecca un po' di esperienza e di furbizia in campo, però siamo molto legati tra noi sia nell'ambiente calcio che fuori. Quindi la risposta è si, penso che gran parte di quello che abbiamo fatto fino ad ora sia dovuto all'unione che c'è tra di noi".

In estate mister Zoller, che ha sempre riposto gran fiducia in te dai tempi della D, ha deciso di affidarti la fascia di capitano nonostante la tua giovane età. Come vivi questo ruolo importante all'interno del team? "Sono molto soddisfatto del ruolo che ricopro quest'anno; essere capitano di un gruppo cosi è per me ancor più un orgoglio. Vivo questo ruolo con serenità, sono molto giovane e sicuramente sotto alcuni aspetti devo ancora imparare molto, ma cerco di dare sempre il massimo per la squadra e ricavare il massimo dai miei compagni".
Cosa servirà per restare in alto fino alla fine? Sarà un duello con l'Alense o c'è la possibilità che rientri in lotta qualche altra formazione? L'obiettivo è cercare di fare il possibile per restare al passo con l'Alense e non buttare quel margine di vantaggio che abbiamo sulle seconde. Per fare questo ci vorrà continuità, fiducia nei nostri mezzi e molta fortuna"

Al Natale Sportivo è stato consegnato un premio speciale a tuo fratello Emanuele. Un momento senz'altro speciale, che consigli ti senti di dare a lui ed agli ragazzi del settore giovanile che sperano di raggiungere la Prima Squadra? "Sì, è stato un momento molto emozionante e per questo ringrazio la società. Io posso dire che non mi sarei mai aspettato di rivederlo in campo così pieno di forza ed energia. Sapendo quello che ha passato e la forza di volontà che ci ha messo per uscire da una situazione difficile,sono sicuro che si sia meritato quella targhetta e che si meriti ancora molte altre soddisfazioni nel calcio e nella vita. Ai ragazzi del settore giovanile che in un futuro sperano di raggiungere la Prima Squadra consiglio di non mollare ai primi ostacoli e di seguire l'impegno calcistico con spirito di dedizione".

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